San Valentino? Trenino Rosso e gita a cavallo

Val di Fex

È indubbio che l’amore vada celebrato tutti i giorni, in ogni gesto quotidiano. E se come dice Dante nel Convivio per voi l’amore “non è altro che unimento spirituale de l’anima e de la cosa amata”, allora non deve essere difficile soddisfare quotidianamente “cotanto ardore” anche con la più semplice delle azioni.

Per molti però San Valentino rappresenta l’occasione ideale per misurarsi con la propria inventiva e sorprendere la persona che si ama, magari con un regalo totalmente inaspettato. E allora cosa fare? Dove andare? Come organizzarsi? Queste sono solo alcune delle domande che con maggior frequenza possono tormentare la mente di un Paolo come pure di una Francesca.

Ebbene, per evitare di scadere nella banalità dei soliti cioccolatini inscatolati o nella monotonia del classico orsacchiotto stereotipato, vi proponiamo, come sempre, un viaggio. Un viaggio “très romantique” sul Trenino Rosso del Bernina con tanto di gita in carrozza.

Da Tirano a Saint Moritz

Prima tappa il Santuario di Tirano, simbolo che rievoca in qualche modo le origini della festa di San Valentino. Istituita dalla chiesa nel 400 d.C. , il suo scopo iniziale era quello di sopprimere il rito pagano definito “Lupercus” che i romani solevano celebrare in nome della fertilità. Per i precursori del cristianesimo fertilità doveva significare anche e soprattutto amore; dunque quale candidato scegliere a sua rappresentanza? Gli ecclesiastici si grattarono il capo, spremettero le meningi e, in men che non si dica, uscì fuori un nome: san Valentino da Interamna (Terni).

Il santo, in realtà, ha ben poco a che vedere con gli innamorati. Nato nel 270 e morto 97 anni dopo, dedicò la sua intera esistenza a convertire i miscredenti. La leggenda vuole però che nonostante il divieto dell’imperatore Claudio II, San Valentino iniziò a celebrare matrimoni cristiani in segreto, venendo per questo lapidato. Verità? Mito? Nessuno lo sa. Ma anche se lo stesso Valentino se ne fosse scordato, questo rimane comunque il suo momento di massima celebrità.

Al dì là del racconto e della sua veridicità, il Santuario di Tirano si presta bene per aprire il nostro itinerario. Alto, imponente, suggestivo. Riccamente decorato secondo il gusto barocco, preserva comunque quel tocco di purezza rinascimentale che ne fa dunque una delle opere cinquecentesche più significative della Valtellina. Incastonato poi nella cornice delle splendide Alpi Orobie, ci da quasi l’impressione di far parte di un quadro.

Assolutamente da vedere è l’organo custodito al suo interno: l’artigiano Giuseppe Bulgarini vi lavorò per quasi dieci anni plasmando tramite la sua arte un capolavoro ligneo finemente intagliato a mano che in Valtellina trova un rivale solo nell’altra monumentale opera ospitata presso il santuario della Madonna di Grossotto. Volete scattarvi una foto? Un bacio sotto il portale maggiore e via, si prosegue verso Saint Moritz.

Il viaggio sul Trenino Rosso del Bernina è davvero spettacolare, soprattutto se fatto in coppia. Il percorso ricopre un vasto territorio che dalle valli lombarde a quelle svizzere non smette mai di offrire alla vista un susseguirsi di panorami romantici, quasi wertheriani. E così, dall’immacolato ghiacciaio del Cambrena alla cima di Morteratsch, dalla vivace località di Pontresina sino ad arrivare alla spumeggiante Saint Moritz, il paesaggio innevato, bianco con non mai, si palesa in tutta la sua spettacolare venustà. Natura e purezza. Nient’altro scorre lungo la strada del Trenino se non un incantevole insieme di boschi alpestri e colossali montagne. L’umanità ci sembra lontana anni luce da questa visione, e solo il sottile sibilìo delle rotaie ci ricorda a tratti dove ci troviamo.

Gita a cavallo: Valle di Fex e Val Rosegg

Una volta giunti in Engadina, arriva il vero pezzo forte del viaggio: un’escursione in slitta nella meravigliosa Valle di Fex. Questa regione estremamente idilliaca si trova in Svizzera, tra il Lago di Sils ed il Lago di Silvaplana e la sua peculiarità sta nel fatto che non vi circolano veicoli. No, le auto sono rigorosamente vietate. Dunque potete attraversare la valle a piedi o, appunto, trainati da una slitta con tanto di cavallo. Nella piazza centrale del paese, abitato da appena 700 abitanti, i cocchieri attendono tutto l’anno l’arrivo dei turisti per accompagnarli nel cuore di uno dei più pittoreschi luoghi del Canton Grigioni.

Qui gli spazi infiniti, il cielo smisurato e l’ambiente incontaminato hanno ispirato autori come Nietzsche o artisti come Beuys. Voci di corridoio dicono addirittura che David Bowie vi abbia scritto alcune delle sue canzoni. Nessun dubbio però sul fatto che questo impressionante paesaggio elvetico sia di una bellezza a dir poco sconvolgente. Lungo il cammino si incontrano solo un paio di case e qualche villaggio: Crasta a 1951 metri e Curtins a 1973 metri. Sentite un’energia particolare? Qualcosa che in un certo senso vi faccia sentire “riappacificati”? Tranquilli, sono le “vibrazioni” positive della terra. Alcuni scienziati vi hanno infatti rilevato alti “valori di Bovis”, misurazione utilizzata per indicare zone ricche di energia e quindi perfette per viverci.

La gita a cavallo continua verso il Lej da Vadret (lago di Vadret) nella Val Roseg. Qui, ad un altitudine di 2160 m., spiccano in tutta la loro maestosità le cime del massiccio del Bernina: il Pizzo Bernina, che segna il confine con l’Italia, il Piz Rosegn, che chiude la valle verso sud, ed infine il Piz Scerscen. Se alzate il naso nei pressi del Piz Bernina potete scorgere la celeberrima Biancograt anche nota come “Scala del Cielo”: tale cresta nevosa, che conduce al punto più alto della solenne montagna, è molto conosciuta fra gli alpinisti di tutto il mondo ed ogni anno qualche esperto grimpeur si diletta a scalarla.

Nei boschi profumati dall’odore delle conifere e delle larici, riecheggia il suono ovattato della tranquillità. Tutto tace qui intorno e tra le vie deserte di Acla Colani e Ov, che d’estate si riempiono di greggi, solo la neve accompagna il nostro solitario percorso.

Che ne dite? Nulla di più sublime per la vostra compagna od il vostro gentleman.

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Debora Manini

Debora Manini, 21 anni, innamorata dello sport ma al tempo stesso amante del cibo, studia Lettere presso la facoltà di Scienze Umane de l’Aquila con il sogno di poter lavorare in futuro nel mondo dell’editoria. Oltre ad avere un’autentica passione per i viaggi, dovunque essi conducano, adora leggere romanzi e cucinare nonostante la cucina non adori lei.

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