Le leggende di Natale della Valtellina

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Cosa sarebbe la notte di Natale senza i regali, gli affetti cari, le grandi mangiate e le storie da raccontare prima di andare a dormire? Sicuramente l’atmosfera avvolgente portata dal 24 dicembre non sarebbe la stessa. Tutto questo, nella terra dei pizzoccheri, è impreziosito dalle leggende di Natale della Valtellina. Perché la Valtellina, si sa, è famosa per i suoi paesaggi invernali suggestivi che regalano un’atmosfera pittoresca, ed è in questo contesto che le più belle e famose storie e curiosità legate al territorio hanno trovato inizio e non c’è Natale che sia degno di essere ricordato con amore, che non si concluda con il racconto (magari accanto al fuoco scoppiettante del camino), di una di queste leggende d’inverno.

Alla scoperta delle leggende di Natale della Valtellina

Ogni leggenda narra di personaggi e luoghi della Valtellina: città, boschi e montagne che la abitano ma anche di creature e animali fantastici che in essi trovano rifugio al riparo degli abitanti curiosi e indiscreti che ancora oggi sono sulle loro tracce. Ma sono anche storie che parlano soprattutto di gente umile come pastori, boscaioli e contadini che hanno vissuto esperienze straordinarie e inspiegabili, in una normalissima giornata della routine quotidiana come lo sono tante altre, fatte di fatica e duro lavoro necessario per tirare avanti.

Tra le leggende più famose  conosciute da tutti gli abitanti grandi e piccini di queste misteriose valli, ve ne sono due che sono un vero must della notte di Natale, un po’ per la morale che con le loro trame si vuole trasmettere e un po’ per il messaggio di fede, speranza e spiritualità che nascondono. Sono le leggende del Pugno di Gesù Bambino e la leggenda del Crocifisso del Combo, di cui scriviamo di seguito.

La leggenda del pugno di Gesù Bambino

Ponte di Gesù BambinoQuesta prima leggenda, si svolge in uno scenario del tutto tipico della località, più precisamente sul “Crap de’l Sant”, un ripidissimo canale a strapiombo sul fondo della valle Carogna a Vione, nella frazione Mazzo, in Valtellina.

Un gruppo di boscaioli, stanchi e provati dalle rigide condizioni atmosferiche dell’inverno, è alle prese con un grosso carico di legname indispensabile per poter superare le fredde temperature e che andava portato verso valle per essere poi distribuito ai loro concittadini. Le fredde e ostili circostanze in cui devono lavorare li portano ad imprecare Dio e il suo onore.

Il diavolo annoiato, che si trova da quelle parti, osserva tutta la scena e compiaciuto, studia un modo per poter incontrar molto presto le anime dei boscaioli negli inferi. Così, mentre questi continuano ad imprecare il nome di Dio per lo sforzo e la fatica, il diavolo prende un grosso macigno che si trova lì vicino, con l’intenzione di scatenare una frana.

Ma il buon Dio, consapevole di tutti gli sforzi e del duro lavoro compiuto dai boscaioli, manda  suo figlio a fermare il macigno lanciato con forza dal diavolo. Gesù Bambino, appena in tempo, riusce a fermare il macigno ponendoci sopra il suo pugno salvando così i poveri boscaioli e tutta la valle che altrimenti sarebbe stata vittima di una catastrofe.

Il crocifisso del Combo

Tra le leggende di Natale della Valtellina, quella del crocifisso del Combo è molto antica. Ai tempi del paganesimo, professare la religione cristiana prevedeva l’arresto immediato e la pena di morte non solo per chi professasse la religione perseguitata ma anche per tutti i suoi famigliari.

Un giorno, un pastore con tutto il suo greggio, si trova alle porte di Bormio, sul ponte del Combo, quando arriva un improvviso temporale violento, che sembra non voler cessare. Il pastore, per ammazzare il tempo, intaglia i volti dei suoi cari su pezzi di legno e corteccia, fino a quando un fulmine non colpisce l’albero sotto il quale si stava riparando.

scorcio di TeglioUscitone illeso e incredulo, il pastore, per ringraziare Dio di questo miracolo, realizza un crocifisso dalle ceneri dell’albero ormai carbonizzato e tenendolo stretto stretto a sé (per non essere denunciato), si incammina verso casa dove racconta tutto a sua moglie e ai suoi figli. Volendo mostrare alla famiglia la sua creazione fatta per ringraziare il Signore, il pastore prende il crocifisso che nel frattempo si era trasformato in pane.

Un altro miracolo corre in soccorso della sua famiglia. Un mendicante, infreddolito e affamato, chiede riparo e qualcosa da mangiare, ed il pastore non esita a condividere con lui il loro pane frutto di un vero miracolo. Il mendicante, approfittando della loro bontà, corre a denunciare alle autorità il pastore, che viene ucciso a causa della sua fede.

Non molto tempo dopo, quello stesso povero si trova a chiedere nuovamente aiuto alla famiglia del pastore, che lo soccorrono nuovamente. Assiste ad un secondo miracolo: il famoso crocifisso diventato pane, era diventato vivente, compreso l’uomo sopra.  si trovò a richiedere aiuto e riparo alla famiglia del pastore che senza esitare, lo soccorsero nuovamente. Andando a denunciare quella gente, quando le autorità vanno per controllare, la casa è sparita nel nulla, portando in salvo quei credenti.

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Valentina Andrello

Valentina Andrello

Laureata in lingue e culture moderne per il turismo, amante dell'India, della fotografia e della musica in vinile. Solare e determinata ha iniziato a investire la sua ,da sempre, passione per la scrittura di viaggio, nella figura di travel blogger.
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