Lago Bianco e Lago Nero in Val Vogna

Lago Bianco e Lago Nero in Val Vogna

 

Sul percorso del nostro Trenino Rosso, che accarezza alte montagne innevate e panorami mozzafiato, ad Ospizio Bernina a 2253 m.s.l.m., riposano quieti due piccoli laghi che da sempre, le leggende e i racconti del posto, figurano come giovani amanti legati da un forte sentimento che mai niente e nessuno è stato in grado di spezzare. Sono il Lago Bianco (2332m) e il Lago Nero (2672m), chiamati anche “lago basso e lago alto”, piccoli specchi d’acqua che arricchiscono la già affascinante Val Vogna.

Come potrete immaginare, a suggerirne i nomi non sono stati solo i rispettivi colori delle acque ma anche le diverse storie legate a questi luoghi. Inizialmente, questo spettacolo della natura era meta di passaggio per i tanti escursionisti e amanti della montagna diretti alle vette del Corno Bianco (3320m). Con il tempo però e un veloce passaparola, i due laghi iniziarono ad essere meta prediletta e non solo più di passaggio per molti giovani in cerca di natura incontaminata, famiglie e non solo.

Come già accennato, la bellezza straordinaria e il paesaggio incantevole che questi laghi sono in grado di regalare, hanno reso possibile la nascita di racconti e leggende che si tramandano di generazione in generazione diventando un eredità popolare inestimabile di queste magiche valli.

Lago Bianco e Lago Nero: le leggende

1 leggenda

Sulla storia della nascita di questi due piccoli laghi alpini ad alta quota, ci giunge una leggenda con tre varianti che parlano d’amore e di romanticismo ma anche di odio e di vendetta.

Una prima versione parla del sentimento non corrisposto che lo Spirito dei Boschi prova per una fata incantevole non curante della passione provata per lei. Dopo i tanti rifiuti ricevuti, nonostante i vani tentativi di conquistarla, lo Spirito dei Boschi, guidato dal suo orgoglio ferito, decide di rapire e imprigionare la fata che di lui proprio, non voleva saperne. Dopo qualche tentativo fallito, la fata riesce a fuggire dalle grinfie dello Spirito dei Boschi e disperata chiede l’aiuto e la protezione della Regina delle Nevi.

Quest’ultima però, ammette di essere impotente d’innanzi all’ira dello Spirito dei Boschi e consiglia alla fata di rifugiarsi nelle acque del lago al passo del Gavia. Non avendo altra scelta, la fata si nascose negli abissi del lago che per via della sua anima bianca e pura, acquisì il colore e il nome di Bianco. Lo Spirito dei Boschi, ferito e inconsolabile si gettò nelle acque del lago più alto che per il colore dei suoi occhi e della sua anima cupa, prese il nome di Lago Nero.

Ma la leggenda vuole che dal fondo dei due laghi, lo Spirito dei Boschi ancora tenta di conquistare la sua amata fata con canti d’amore ma, per ora, tutti gli sforzi rimangono vani.

2 leggenda

Lago BiancoUna seconda versione della storia, vede sempre il nobile sentimento d’amore intralciato però da una profonda invidia e losche intenzioni. Belviso, un’orfana con il dono della bellezza, si innamora perdutamente di un umile e anonimo pastore. Ma la bellezza aulica di Belviso, aveva già catturato l’attenzione di un brutto ceffo ricco e sinistro: il diavolo, che in accordo con lo zio avaro di Belviso, decide di comprare l’amore della fanciulla in cambio di una cospicua somma di denaro. Ovviamente, accecato dalla sete di ricchezza, lo zio di Belviso le impedisce di rivedere il suo amato pastore.

Il perfido operato del diavolo però, non era affatto spinto da un interesse reale per Belviso, ma da una spietata invidia per l’amore e la felicità dei due giovani amanti. Belviso e il suo pastore decisero così di scappare lontano senza più fare ritorno.

Ma il diavolo, si sa, ne sa una e anche di più. Infuriato insegue i due giovani innamorati che intanto erano saliti al passo del Gavia e proprio quando li raggiunse con un impeto di ira, Belviso e il pastore si trasformarono in laghi: il Lago Nero e il Lago Bianco, per liberarsi per sempre dalla malvagità del diavolo che non avrebbe avuto più alcun potere nei confronti dei due invidiati amanti, ormai trasformatisi in elementi.

Belviso e il suo pastore da allora non si sono più lasciati. I loro spiriti vivono e riecheggiano nelle acque dei due laghi sicuri che niente e nessuno potrà mai separarli.

3 leggenda

La terza e ultima versione di questa leggenda, tratta sempre i temi dell’amore tra due giovani amanti, Bianchina e Nerino e dell’invidia del signorotto Pinotta per la loro felicità. Durante una romantica passeggiata dei due novelli innamorati al passo del Gavia, il Pinotta, verde d’invidia, chiese al padre, un mago oscuro e malvagio, di ucciderli.

Il potente mago allora scatenò una bufera di neve che colse i due innamorati alla sprovvista e li trasformò in statue di ghiaccio. Passarono i giorni e le famiglie della giovane coppia, preoccupati per il loro mancato ritorno, salirono il passo alla ricerca delle loro tracce e dopo lunghe ricerche, trovarono i corpi di Bianchina e Nerino ormai ibernati.

Disperati e affranti chiesero agli spiriti del luogo di ridonare la vita ai due giovani. Lo Spirito delle Acque, commosso dalla tragica e ingiusta vicenda, decide di far qualcosa ma, riportare gli amanti alla vita umana, era impossibile.

Ospizio BerninaBagnò allora le due statue di ghiaccio con acqua purissima, le quali si sciolsero dando vita a due bellissimi laghi alimentati dall’acqua che veniva giù dai ghiacciai; il Lago Bianco e il Lago Nero da cui, in qualche rara occasione, i due innamorati riemergono per scambiarsi promesse d’amore.

Lago Bianco e Lago Nero: un amore immutato

Questi racconti popolari uniti alla vera essenza di questi luoghi in grado di regalare sensazioni uniche, permettono al Lago Bianco e al Lago Nero, di aggiudicarsi la nomina di luoghi imperdibili dove natura, pace, tradizione e magia, si sposano in un perfetto equilibrio che non vi deluderà.

Non perdeteveli, e prenotate ora il vostro prossimo viaggio!

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Valentina Andrello

Valentina Andrello

Laureata in lingue e culture moderne per il turismo, amante dell'India, della fotografia e della musica in vinile. Solare e determinata ha iniziato a investire la sua ,da sempre, passione per la scrittura di viaggio, nella figura di travel blogger.
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