Alla riscoperta del grano saraceno di Teglio

Grano saraceno di Teglio - Grano

Settembre è il mese della fioritura del grano saraceno di Teglio, un’occasione per organizzare una passeggiata tra i campi e godere di nuove esperienze immersi nella tradizione e natura alpina. Tuttavia, questo non è l’unico periodo dell’anno in cui è possibile scoprire le qualità, la storia e la trasformazione di questo prodotto quasi esclusivamente valtellinese che trova la sua patria proprio a Teglio, uno dei borghi più belli d’Italia a cavallo tra le Alpi Retiche e quelle Orobiche. Il furmentùndi Teglio rappresenta, infatti, una delle colture più caratteristiche di questa terra e un’unicità italiana.

Grano saraceno di Teglio: la storia

Il grano saraceno di Teglio è un ottimo prodotto dal punto di vista nutrizionale, gastronomico e agro-economico: rustico e povero, con una storia legata alle vicende politiche ed economiche del territorio stesso, quindi alla sua diffusione e all’abbandono delle sue coltivazioni.

Su come questa varietà di frumento sia arrivata in Valtellina dalla Cina intorno all’XI secolo esistono varie versioni tra cui la più probabile è riconducibile proprio alla sua etimologia e caratteristiche. Il termine “saraceno”, infatti, rimanda a “turco” oppure “estraneo, venuto da lontano”, così come il suo colore più scuro ricorda i saraceni. I mercanti turchi, che avevano conosciuto il grano in Asia, iniziarono a coltivare la pianta nei Balcani dove, a sua volta, venne scoperta dai veneziani che l’hanno importata nel Nord Italia.

Grano saraceno di Teglio - CampiProprio la zona alpina e in particolare Teglio, si rivelò adatta per le coltivazioni di grano saraceno, grazie al clima e al terreno, divenendo una varietà autoctona selezionata durante i secoli, autoimpollinante e che non necessita di pesticidi chimici. L’esposizione più soleggiata dei terrazzamenti e dei campi ha favorito le coltivazioni fino a raggiungere la massima attività nella prima metà dell’‘800 (periodo in cui ogni famiglia produceva la propria farina) per poi essere sostituite dai vitigni. Tale scelta fu conseguente all’annessione della Valtellina alla Lombardia, ridisegnando l’economia locale e i commerci.

Oggi sopravvivono coltivazioni di grano saraceno di Teglio di piccole dimensioni, che rischiano di essere contaminate dalle varietà internazionali, come il grano siberiano.

Grano saraceno di Teglio: caratteristiche e pietanze

Il comune e i suoi agricoltori hanno iniziato una campagna di protezione del grano saraceno di Teglio, un prodotto ricco di proteine vegetali, sali minerali, fibre, vitamine, senza glutine, un farmaco naturale per la prevenzione di numerose patologie. La sua promozione è guidata soprattutto dalla gastronomia locale con i leggendari pizzoccheri, la polenta taragna, il chiscöl, gli sciatt e la birra senza glutine.

La pianta si presenta con un alto fusto e vistosi fiori bianchi, chicchi più scuri, resistente ai climi freddi e ai parassiti. La semina del grano saraceno permette una strategica rotazione delle colture così da sfruttare i terreni nei mesi estivi.

Alla mietitura segue l’essiccazione in piccoli covoni, poi la battitura e infine la pulizia con un setaccio di vimini. La farina che si ottiene è destinata ai più diversi usi alimentari, per ricette dietetiche salate e dolci.

Grano saraceno di Teglio: l’associazione

Grano saraceno di Teglio - FiorituraL’associazione valtellinese promuove iniziative ogni anno per far conoscere e far riportare in auge la tradizione del grano saraceno di Teglio. Gli eventi proposti prevedono passeggiate per i campi, guida al suo riconoscimento, la visita dell’antico mulino Menaglio e del piccolo Museo della cerealicoltura e la degustazione di prodotti tipici, ovviamente a base di grano saraceno.

Inoltre, tra settembre e ottobre si può anche assistere alle lavorazioni tipiche manuali del raccolto ad opera di agricoltori esperti e attenti a cui oggi si deve la sopravvivenza della semente originaria e della ripulitura e setaccio di quella contaminata. Un’operazione difficile ma che dimostra la passione e il rispetto delle tradizioni locali, ma anche l’innovazione e lo sguardo al futuro attraverso una scelta ecologica e sostenibile, family/api-friendly.

Le visite guidate nei campi, al mulino e il laboratorio culinario sono disponibili su prenotazione, chiamando o scrivendo al centro informazioni di Teglio.

 

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Lara Taverna

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