L’antico carnevale di Bormio e Bagolino

Carnevale di Bormio e Bagolino

 

Dalle città di provincia, ai piccoli borghi alpini, la Valtellina vanta alcuni dei carnevali più antichi di tutti la Lombardia. Note in queste zone sono le maschere de Il Toni, la Bernarda, l’Ammaestratore dell’Orso Bianco e il Paralitico ma anche l’immancabile Arlecchino che, per celebrare l’arrivo imminente della primavera, si preparano a festeggiare l’evento degli eccessi per eccellenza.

Accanto alle caricature dei protagonisti e ai personaggi fantastici dei giorni nostri, c’è sempre, un’ attenzione – più marcata e intensa in alcuni centri- alla tradizione, di sicuro la più efficace in termini di espressività. Al di là del fascino delle sfilate e delle tradizioni locali, le cornici in cui si sviluppa il contesto carnevalesco sono uniche: il cielo terso, le cime innevate e le antiche piazze dei paesi festosamente chiassose sono le reali protagoniste dell’evento folkloristico più atteso dai bambini e da chi ama mascherarsi.

Tra i più famosi e i più caratteristici della zona, ci sono il carnevale dei matti, conosciuto come il carnevàl di Mat che si svolge a Bormio, e il carnevale di Bagolino.

Il carnevale di Bormio e Bagolino: il “carnevàl di Mat”

Carnevale di Bormio e Bagolino- carnevàl di MatIl “carnevàl di Mat” è uno dei pochi carnevali con tradizioni antichissime. L’usanza ha inizio con i giovani ragazzi e ragazze del paese che hanno il compito di trovare il Podestà di Mat (Podestà dei Matti), ovvero il principe eletto per scherzo che si sostituisce temporaneamente al Podestà grigione, per governare il paese. Il suo regno, che dura una settimana, è famoso per essere un luogo in cui vivere tra piaceri e divertimento in cui, il dovere e gli impegni sono assolutamente banditi.

La pubblica investitura avviene il martedì dell’ultima settimana di carnevale con un lungo corteo carnevalesco composto dai lacchè, i musici, la brigata dei matti a cavallo, il Dottore e l’Arlecchino, che accompagnano il Podestà dalla sua abitazione sino alla piazza del Kuerc. Qui avviene la nomina con un discorso, letto dal Dottore e ripetuto ad alta voce dall’Arlecchino, che parla di tutti i difetti fisici e morali, pubblici e privati dell’eletto a cui segue la trascrizione degli ordini in suo nome con tanto di storielle sulle persone e sugli avvenimenti del Contado al fine di rendere pubblico tutto quanto era avvenuto nel corso dell’anno, dagli eventi più noti ai loschi segreti tenuti accuratamente allo scuro.

Durante la settimana del matto regno, il Podestà e la sua compagnia dei matti, riscuotono le tasse e raccolgono doni nelle valli circostanti fino alla città di Bormio prima del sabato prima della fine del periodo di potere, quando ci si incontra in piazza per cucinare la polenta da distribuire ai poveri.

La manifestazione odierna del Carnevale è una rivisitazione della Funzione dei Matti di un tempo. Il Podestà di Mat prende simbolicamente il posto del Sindaco di Bormio per un giorno e l’Arlecchino, con la Compagnia di Mat, legge pubblicamente pettegolezzi e lamentele lasciate anonimamente dai cittadini nel corso dell’anno in una cassetta collocata in piazza del Kuerc. Evento immancabile e immutabile è quello della polenta dei poveri che, nel pomeriggio, insieme agli Arlecchini e ad il Podestà dei Matti, accompagnano le mascherine dei bambini fino in piazza per giocare e divertirsi e magari  cercare di scalare il palo della cuccagna.

Il carnevale di Bormio e Bagolino: i ballerini di Bagolino

Il carnevale di Bagolino è sicuramente uno dei carnevali più rinomato delle Alpi. Le sue origine, parlando delle danze e delle maschere che accompagnano il carnevale, si collocano intorno XVI secolo e vedono la festa dividersi  in due momenti distinti: i Balarì ed i Maschèr.

L’aspetto unico e  spettacolare del carnevale è senza dubbio rappresentato dai ballerini, che vestiti con  calze bianche lavorate, cravatta scura e un lungo scialle di seta con tracolla di velluto ricamato, danzano sotto le case di amici e parenti ma soprattutto di coloro che hanno prestato loro l’oro usato per adornare i cappelli totalmente ricoperti di fettucce rosse, nastri colorati e gioielli.

L’altra parte del carnevale di Bagolino è rappresentata dalle maschere raffiguranti  personaggi (figure anziane per lo più), che con la voce in falsetto, si divertono a fare dispetti senza mai farsi riconoscere.

Il carnevale di Bormio e Bagolino: le maschere di Bagolino

Carnevale di Bormio e Bagolino- Carnevale di BagolinoCollegata alla possibilità del mascheramento, era la tradizione di andar a seste (andare a ceste) in uso nel passato, dove lo scopo esplicito era il corteggiamento. Questa pratica si riferiva al lavoro nei campi che non durava più di due giorni. La sera del primo giorno, quando le ragazze si fermavano a dormire presso i datori di lavoro, i Maschèr andavano a trovarle trasformando la visita in una festa per tutti con canti, scherzi e danze.Da questa usanza alcuni fanno derivare il carnevale dei Maschèr, intriso di tanti simbolismi e gesti riconducibili ad un cerimoniale di corteggiamento.

Il tipico costume maschile, generalmente nero come vuole la tradizione, è composto da pantaloni al ginocchio con patta quadrata, giacca, gilè e camicia bianca. Il polpaccio è coperto da ghette chiuse con lunghe file di bottoni mentre ai piedi si calzano i classici sgalber, zoccoli chiusi con suola di legno.

Il costume femminile, interamente tessuto a telaio, è costituito da ampia gonna lunga fino ai piedi e da un corpetto attillato completato con un grembiule di lana robusta, sulle spalle un fazzoletto con ricami floreali che si incrocia sul petto e un ampio scialle di lana che copre il capo e le spalle.

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Valentina Andrello

Valentina Andrello

Laureata in lingue e culture moderne per il turismo, amante dell'India, della fotografia e della musica in vinile. Solare e determinata ha iniziato a investire la sua ,da sempre, passione per la scrittura di viaggio, nella figura di travel blogger.
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