5 motivi per fare una vacanza eco-chic in Engadina

Engadina

Per i fanatici dello sport sul ghiaccio la bella Engadina, diversa dalle altre valli svizzere per il suo paesaggio lacustre ed il clima inconfondibilmente continentale, si presta in maniera ottimale ad ogni sorta di richiesta.

Dal curling all’hockey, dalle escursioni più estreme sino ad arrivare alla placidità del pattinaggio, il Giardino dell’Eno (così tradotto dal tedesco Engadin) offre l’opportunità di praticare qualsivoglia attività agonistica senza tradire però l’aspettativa di trascorrere una settimana bianca anche all’insegna dell’eleganza e della comodità. Difatti questa regione, oltre ad essere solcata nella sua disarmante bellezza da fitti boschi e colossali ghiacciai, gode di una gran fama internazionale per le sue città cosmopolite, tanto da essere stata definita come il salone delle Alpi.

1. White is very fashionable

Il bianco non va mai di moda, perlomeno in inverno. E se è vero che la maggior parte dei vip adora sbandierare sui social network, con composto esibizionismo, l’ultimo luogo ‘cool’ in cui ha fatta tappa allora non lasciatevi sfuggire l’opportunità di mostrare, con altrettanta modesta platealità, la fashion destination delle vostre vacanze.

Che ne dite di cominciare con un bell’aperitivo? Lo scenario mozzafiato del Diavolezza, raggiungibile con il Trenino Rosso del Bernina, si sposerà perfettamente col vostro Pinot, a patto che non abbiate scelto un più corposo e oscuro Merlot di Bordeaux.

Nonostante il territorio elvetico non sia proprio l’ideale per la cultura dei vigneti, quasi tutti i cantoni vantano una propria produzione vinicola con chicche tutte da scoprire. Diabolicamente maestoso e superbo, il ghiacciaio del massiccio del Bernina permette poi di godere di questi prodotti restando sospesi, col fiato in gola, sul “tetto d’Europa”.

Questa zona, incorniciata dalla trasparenza del cielo e dal candido rilucere della neve, ospita ormai da tempo numerosissimi locali, ristoranti e bar in cui gustare, oltre all’aria pura di montagna, anche specialità culinarie di prima classe.

L’après-ski è così servito ancor prima di metter piede in pista ma non temete, l’itinerario è appena cominciato.

2. Giù per i pendii dell’Engadina

Il Trenino rosso del Bernina vanta alcune fermate specifiche che vi permettono di scendere nei pressi di due funivie molto rinomate, ossia quella del Diavolezza e quella del Lagalb.

La funivia del Diavolezza, modernissima, è stata completamente ristrutturata nel 2012, figurando come uno degli impianti sciistici più moderni dell’Engadina. Dunque, scii in spalle, il viaggio comincia sedendo comodamente in cabinovia sino a quando la discesa immacolata del ghiacciaio non prende forma rapendo i vostri occhi stupiti: sembra quasi di toccarne le immense parenti glaciali, sembra quasi di precipitare oltre il transfluire della montagna. In 45’ minuti di percorso lo sguardo riesce a cattura l’immensità di un panorama selvaggio, cristallino, incorrotto mentre una volta in cima potrete scegliere la pista che meglio vi aggrada, dalla più semplice alla più spericolata. Assolutamente da non perdere è un test di resistenza della durata di 50’ minuti: la prova si svolge lungo i 10 km delle discesa del ghiacciaio e termina nei pressi della stazione di Morteratsch.

A poca di stanza dal Diavolezza sorge invece il comprensorio di Lagalb conosciuto ai più per la presenza di piste ‘nere’ particolarmente impegnative e per i magnifici pendii adatti ad audaci fuoripista. Diverse varianti vi daranno l’opportunità di spaziare dalla discesa sotto la funivia al candido e sconfinato universo che conduce verso La Rösa: in direzione della Valtellina, solcando il versante meridionale del Lagalb, il declivio ripido del monte Motta Bianca vi condurrà verso un paesaggio spettacolare dalla bellezza arcaica.

3. Jacuzzi e champagne

Sul massiccio del Bernina, a pochi passi dal profilo speronato del Piz Palü, vi sono degli alberghi che offrono dei servi molto particolari. Alcune Spa infatti, nonostante le quote raggiungano i 3000 metri di altezza, si riservano il beneficio di dispensare piacere e relax ai clienti più intraprendenti.

Una jacuzzi dalla forme morbide ed avvolgenti vi riscalderà mantenendo la temperatura dell’acqua a 41° mentre fuori, oltre la finestra vetrata posta proprio sopra la cima innevata di qualche vetta, l’inverno batterà senza remore i zero gradi centigradi. Un po’ di champagne? Non c’è idromassaggio che si rispetti che non abbia accanto un flute gremito di nettare dorato.

4. ‘Ciaspolando’ con lentezza

Per godere al meglio dello scenario engandinese in tutta la sua stupefacente beltà ci si può anche infilare un paio di racchette ai piedi iniziando a camminare… con lentezza. Il silenzio ovattato delle Alpi riempierà così l’eterno avanzare delle montagne, permettendovi di conseguenza di riuscire a cogliere con maggior precisione i dettagli di tanta maestosa monumentalità.

A Muottas Murag, monte dedicato alle passeggiate e alla slitte, vi è un sentiero consigliato a principianti e non che desiderano intraprendere un itinerario rilassante e al tempo stesso sorprendentemente pastorale. Il percorso, lungo 3,5 km, taglia il versante roccioso della Val Champagn, fende la pianura di Plaun dals Müls fino a quando la Val Muragl, piena di laghi ghiacciati, non si apre in una distesa di specchi color cobalto. Il tramonto, particolarmente suggestivo, ispirò le opere d’arte del Segantini che da Febbraio sarà in mostra a Milano.

5. 150 anni di turismo invernale

La leggenda vuole che il turismo invernale nacque ben oltre cent’anni fa grazie ad una scommessa: nell’autunno del 1864, infatti, l’albergatore engandinese Johannes Badrutt sfidò quattro visitatori inglese a trascorrere l’inverno nell’Engadina, promettendo loro che sarebbero riusciti a festeggiare il Natale sul suo terrazzo in maniche di camicia. Se avesse vinto la scommessa li avrebbe ospitati a Saint Moritz tutto il tempo altrimenti avrebbe ripagato loro il viaggio. Cosa accadde? I dettagli del soggiorno li conoscono in pochi ma sta di fatto che i viandanti inglese rimpatriarono solo dopo Pasqua. Furono i primi turisti invernali delle Alpi a scoprire un nuovo modo: quello delle settimane bianche.

Nell’inverno 2014/2015 Saint Moritz e l’Engadin festeggiano così 150 anni di turismo invernali con una serie di manifestazioni e celebrazioni da non poter perdere. Dal St. Moritz Gourmet festival al Film dell’Anniversario, sino ad arrivare all’iniziativa sociale del Kids for mountains, la punta d’oro del Canton Grigioni animerà senza sosta le vostre giornate.

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Debora Manini

Debora Manini, 21 anni, innamorata dello sport ma al tempo stesso amante del cibo, studia Lettere presso la facoltà di Scienze Umane de l’Aquila con il sogno di poter lavorare in futuro nel mondo dell’editoria. Oltre ad avere un’autentica passione per i viaggi, dovunque essi conducano, adora leggere romanzi e cucinare nonostante la cucina non adori lei.

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