L’Amaro Braulio tra storia e ricette segrete

Amari Valtellina

 

Nel 1826 Francesco Peloni, un farmacista di Bormio, in Valtellina, miscela tredici erbe della zona. Crea così l’amaro Braulio, ma tiene segreta la sua ricetta. E così continua a fare negli anni. La ricetta originale viene infatti tramandata di figlio in figlio e rimane un segreto custodito da pochi eletti, eredi diretti della famiglia Peloni. L’Amaro Braulio è oggi conosciuto in tutto il mondo e circa un anno fa lo stabilimento produttivo ha raddoppiato la sua superficie e triplicato la sua produzione. Ma accanto al suo incredibile successo è celato ancora il segreto della sua ricetta.

Amaro Braulio: la sua storia

Come accennato l’Amaro Braulio nasce grazie alla curiosità e all’inventiva di Francesco Peloni, farmacista di Bormio e scienziato curioso. Appassionato delle sue montagne, durante una gita, il farmacista raccolse, proprio sul Monte Braulio, tredici erbe e piante officinali che, mescolate con altri ingredienti, diedero vita al famoso amaro, un digestivo che prese il nome proprio dal monte valtellinese sul quale Peloni i suoi ingredienti segreti.

Ma Peloni, decise di tenere per sé la ricetta, che tuttora è conosciuta solo dagli eredi diretti della famiglia, i pronipoti del fondatore che custodiscono gelosamente il segreto della ricetta dell’ottimo amaro.

Amaro BraulioGli unici ingredienti che si conoscono sono le quattro essenze principali: achillea moscata, assenzio, bacche di ginepro, radici di genziana. Gli altri ingredienti sono segreti, ma voi potete provare a indovinarli con l’assaggio!

Edoardo Tarantola Peloni prepara la miscela di erbe con la stessa meticolosità e attenzione con cui il suo bisnonno, il farmacista Peloni, nel 1826 mise a punto per la prima volta la ricetta del suo amaro Braulio. Da allora, la ricetta è stata tramandata di padre in figlio, mantenendo sempre la segretezza sui suoi ingredienti e sulla sua preparazione.

La vera produzione ebbe inizio solo nel 1875. E da allora il marchio, molto amato anche dal poeta Gabriele d’Annunzio, uscì dai confini della Valtellina, passando prima alla Casoni Liquori di Finale Emilia, poi alla Fratelli Averna. Dal 2014 il marchio è entrato a far parte di Gruppo Campari. Ma la produzione, e soprattutto la segretissima ricetta, è sempre rimasta in mano alla famiglia Peloni. Non solo, anche la sua produzione è rimasta sul territorio valtellinese, nel cuore della città di Bormio, nella centralissima via Roma.

Amaro Braulio: la ricetta segreta

Gli ingredienti conosciuti sono solo quattro. Gli altri ingredienti continuano ad essere sconosciuti.

Ma come fare a mantenere la segretezza per tutti questi anni? Per evitare fughe di notizie e che il segreto della famiglia venga conosciuto, Edoardo Peloni, pronipote del farmacista, prepara la miscela di erbe, radici e bacche in una stanza sempre chiusa a chiave, dopo solo lui può accedere. Con cura e meticolosità prepara la ricetta sempre dopo l’orario di lavoro, quando gli operai hanno finito di lavorare e quindi hanno lasciato lo stabilimento per tornare alle loro case.

Solo lui e il fratello, infatti, sono a conoscenza degli ingredienti giusti e delle proporzioni con cui raccoglierli, ancora oggi a mano. Un tempo erano quindici raccoglitori ufficiali, oggi ridotti solo a tre, che vanno per le pendici dei monti del Parco Nazionale dello Stelvio, a raccogliere gli ingredienti segreti.

Il mercato internazionale sopperisce per il mancante: servono infatti 350 kg di ingredienti secchi macinati per ogni infusione. Il composto viene lasciato essiccare all’aria e pestato, per separare e schiacciare le fibre. Il composto creato viene posto da Edoardo Peloni in una soluzione idroalcolica a temperatura ambiente. Occorrono circa 30 giorni per estrarre i principi attivi delle erbe.

Botti delle cantine BraulioLe cantine della famiglia Peloni si trovano quattro piani sotto la casa della famiglia e si estendono per centinaia di metri quadrati nel centro della città, sotto le case della città vecchia e le strade.

Lo stabilimento infatti si sviluppa in verticale sotto il suolo, mentre le cantine da via Roma si diramano orizzontalmente sotto la città di Bormio, dando origine a un dedalo di stanze, corridoi, collegamenti, che in passato erano stati costruiti per permettere alla popolazione di fuggire e mettersi in salvo all’arrivo degli invasori. I cunicoli, le vie di fuga e le stanze costituiscono il labirinto sotterraneo abitato da 320 botti in rovere di Slavonia, dove il famoso digestivo matura e si affina per almeno due anni.

Amaro Braulio: visita della cantine

Ogni anno, durante la stagione estiva, è possibile visitare le cantine dello stabilimento Braulio e girovagare sotto il territorio della città di Braulio, alla scoperta dei segreti delle sue cantine ma, di sicuro, non della sua ricetta!

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Elisa Midelio

Ventisettenne torinese, cittadina del mondo con la passione smodata per i viaggi e la fotografia. Amo scrivere, i tramonti sul mare, i viaggi in macchina di notte, il venerdì pomeriggio tardi (che vuol dire: quasi quasi parto), la colazione a buffet, le persone più ritardatarie di me che mi fanno credere di essere in anticipo, avere un viaggio in programma ma non dirlo a nessuno. Da circa un anno la scrittura è diventata una cosa seria: il mio blog di viaggi è il mio piccolo grande tesoro !

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